Vorrei appurare il cambiamento dell'anima mia, come scorgo il mutamento del mio corpo.
La mia metamorfosi corporea così silente, e l'altra mia parte nel dolore.
Un cammino costante, e le molte chiusure mie interiori.
La solitudine, che determina la crescita esistenziale in un uomo.
La mia trasformazione interiore, e di questa mia estesa aridità d'emozione che fronteggia un mondo decadente.
La mia vita, che racconto a me stesso come fosse una fiaba in versi di poesia.
Osservo i passanti frettolosi, ignari d'esser parte della propria storia.
Ciascuno a calpestar le proprie angosce esistenziali, e per tutti noi, il morso gelido di questa misera follia d'intendimenti.
Reminiscenze sciocche, che mi raccontano della mia sopravvivenza.
L'occidente è un vecchio decadente e indifferente, che farnetica dell'assolutezza di un Dio, pur mantenendo un proprio principio economico e di potere.
L'oriente è un vecchio collerico e arrivista, che nel proprio misticismo sbandiera la propria assolutezza religiosa attraverso l'arroganza e il fanatismo.
Entrambi gli schieramenti son perduti, sconfitti dentro il loro bieco feticismo, e la loro squallida preistoria.
La Democrazia tanto declamata in occidente, un bell'intento soltanto imbellettato, una puttana travestita e usata per soddisfare le voglie del più ipocrita opportunismo.
Il mio pensiero che non stupisce più in se stesso, tanto che, indosso sovente un abito sgualcito per nessuna circostanza.
La falsa quotidianità che rifuggo chiudendomi in me stesso.
mercoledì 25 gennaio 2023
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