martedì 31 gennaio 2023
domenica 29 gennaio 2023
Bach.Toccata e fuga.Testo Leandro.Loy.copyright L'amore al tempo della c...
Guardo ciò che i miei occhi
non possono osservare
ma ... la mente non inganna/
Il tuo respiro, contrapposto al silenzio
e le mie parole, inquinate dal pensiero.
Sentieri inesplorati di emozione
fuori dalla mia interiorità
le stagioni si susseguono fulminee.
In lontananza riecheggia nel ricordo
un carro rappreso nel fuoco.
Un calesse precipitato da una stella
nel suo riverbero accecante.
Mi conto i sassi in grandine di fuoco
dentro una clessidra che ne misura
la vita che me ne rimane.
La primavera è così lenta
nella propria annunciazione.
Spasmodica l'attesa ...tanto
che ho pazientato
lo schiudersi di un tuo divenire.
Mia immemore femmina colma di tristezza
dove potremmo immaginarci ora!
Gli occhi attoniti i nostri e
in un'altra storia da doverci narrare.
Dove andiamo, chi siamo!
Smarriti ciascuno nel proprio esserci
e interdetti in uno stallo emozionale.
Una scala invisibile, formata di mute parole
è la nostra intuizione scaltra.
Noi persuasi anche nel dolore.
Io ti narro
e stupisco degli occhi tuoi
presi in prestito dal cielo.
Tu ... il mio narrante che socchiudi
dolcemente le tue palpebre
rendendo tenue la luce che vi sgorga.
Tu, che nascondi i sipari del silenzio
e le mie virtù e le tue timidezze.
Un velenoso elisir è per chi
si abbevera del proprio narrante.
Un farnetico io sono
davanti a un focolare.
Ascolto il mio arbitrio nelle oscurità
e carri di fuoco precipitanti
in fiamme
che si dissolvono alla notte.
Gli stessi tuoi astri complici
che costellano i miei pensieri.
Mi pongo a udire ciò
che non potrò ascoltare
della tua voce.
Un sussurro d'ali repentino
una luce femminea che si disperde nell'oblio.
L'amore è il sapersi confrontare
in ciò
che nella vita ... ci divide.
venerdì 27 gennaio 2023
giovedì 26 gennaio 2023
mercoledì 25 gennaio 2023
Ponte dei sospiri
Vorrei appurare il cambiamento dell'anima mia, come scorgo il mutamento del mio corpo.
La mia metamorfosi corporea così silente, e l'altra mia parte nel dolore.
Un cammino costante, e le molte chiusure mie interiori.
La solitudine, che determina la crescita esistenziale in un uomo.
La mia trasformazione interiore, e di questa mia estesa aridità d'emozione che fronteggia un mondo decadente.
La mia vita, che racconto a me stesso come fosse una fiaba in versi di poesia.
Osservo i passanti frettolosi, ignari d'esser parte della propria storia.
Ciascuno a calpestar le proprie angosce esistenziali, e per tutti noi, il morso gelido di questa misera follia d'intendimenti.
Reminiscenze sciocche, che mi raccontano della mia sopravvivenza.
L'occidente è un vecchio decadente e indifferente, che farnetica dell'assolutezza di un Dio, pur mantenendo un proprio principio economico e di potere.
L'oriente è un vecchio collerico e arrivista, che nel proprio misticismo sbandiera la propria assolutezza religiosa attraverso l'arroganza e il fanatismo.
Entrambi gli schieramenti son perduti, sconfitti dentro il loro bieco feticismo, e la loro squallida preistoria.
La Democrazia tanto declamata in occidente, un bell'intento soltanto imbellettato, una puttana travestita e usata per soddisfare le voglie del più ipocrita opportunismo.
Il mio pensiero che non stupisce più in se stesso, tanto che, indosso sovente un abito sgualcito per nessuna circostanza.
La falsa quotidianità che rifuggo chiudendomi in me stesso.
venerdì 20 gennaio 2023
martedì 3 gennaio 2023
Musica Alessandro Marcello testo Giuliano.Leandro.Loy.Il lupo e il folle.
Oggi ho soppesato il libero arbitrio, all'esistenza mia.
Sono io, un'aquila costretta dentro una voliera che dimena le lunghe ali
tentando un volo, destinato nell'atterraggio.
Il fuoco che sprigiona l'orizzonte alienato della mia fantasia,
è come un'alba che tenta di irradiare luce
per poi languire immediatamente dentro un memore tramonto.
I nostri occhi rappresi dentro miraggi,
socchiudono stancamente le palpebre in sogno,
e si lasciano immergere dentro il fluire di una perenne illusione,
di illimitate chimere.
Iridi di sguardi distratti, vuoto in noi stessi.
Sfide accolite e lamenti in voci lontane,
suppliche di velata malinconia.
Siamo noi, i duellanti, gli istanti irrimediabilmente perduti
e sempre noi gli sfidanti di noi stessi.
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