Oggi ho soppesato il libero arbitrio, all'esistenza mia.
Sono io, un'aquila costretta dentro una voliera che dimena le lunghe ali
tentando un volo, destinato nell'atterraggio.
Il fuoco che sprigiona l'orizzonte alienato della mia fantasia,
è come un'alba che tenta di irradiare luce
per poi languire immediatamente dentro un memore tramonto.
I nostri occhi rappresi dentro miraggi,
socchiudono stancamente le palpebre in sogno,
e si lasciano immergere dentro il fluire di una perenne illusione,
di illimitate chimere.
Iridi di sguardi distratti, vuoto in noi stessi.
Sfide accolite e lamenti in voci lontane,
suppliche di velata malinconia.
Siamo noi, i duellanti, gli istanti irrimediabilmente perduti
e sempre noi gli sfidanti di noi stessi.
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