domenica 27 dicembre 2020

sabato 26 dicembre 2020

lunedì 7 dicembre 2020

Appello agli intellettuali

Un quadro realistico della distanza che emerge in ogni essere vivente. Ciascuno tende nella conoscenza dell'altro in modalità e forma aerea e indistinta. Noi non sospettiamo che il vero abisso oppositivo verso "noi stessi" è la distanza che intercorre tra la nostra scarna coscienza e quel minimo senso di consapevolezza individuale che non abbiamo giammai sviluppato. Il nostro "Io" non valuta l'altrui interiorità deficitaria come se fosse parte integrante della sua medesima difficoltà emotiva, ma, la soppesa in opposizione di ciò che permane esterno a sé stesso. La materia e lo spirito in ogni essere vivente sono entrambi coesi e covalenti, e per ogni propria forma e propria specificità. Il tutto tende a ricoprire gli spazi universali dentro una propria volontà d'esistenza che è, un segno distintivo del medesimo firmamento interconnesso dentro ciascuno di noi. Siamo ciechi e sordi ai richiami naturali, e alla luce ramificata che in ogni atomo di energia ci rappresenta. Orridamente sordi al richiamo del sentimento e del cuore, e parte lesa della nostra cecità interiore di cui ne abbiamo fatto un vanto, ad annientamento del nostro pensiero spirituale. La nostra mente dispiegante che vorrebbe volare libera, mentre, è costretta dentro una gabbia condizionante costruita proprio dal nostro materialismo oggettivo.