giovedì 10 giugno 2021

Sinderesi

In solitudine sono, mentre l'intero mio, fugge dal limitante/ Troverò in me, liquido amniotico, ormai esangue/ Di elementi pesanti ne sono parte essenziale, e il calcio nelle fragili ossa, e il ferro, nel mio sangue. In atomi di carbonio, di ossigeno, e di azoto, respiro vita. Sono un figlio stellare, nella sua complessa chimica esistenziale/ La casa è nella via lattea, e l'origine è nel verme, ed è nel mutante/ Seppure senza un'identità, vagherò con il pensiero tra le armonie celesti, e volteggerò tra le costellazioni sprofondanti/ Di siderale luce, rivestirò le mie vesti, e vi nutrirò il mio pensante di solitudine sopravvivente/ Dove l'elettromagnetismo, curva discendente lo spazio-tempo, vi scivolerò giocoso, come da bambino/ E nell'altalenante mio ondeggiare sorriderò nuovamente, ricordandomi dell'arte del sussulto per mancanza di respiro/ Distante, distante dalla fatua e sciocca ipocrisia umana/ L'oscuro Eraclito, giocava ai dadi, con i fanciulli, e nel diveniente umano un'altra mutila speranza/ Stelle decadenti, per l'abissale vuoto interiore assai distratto, in luci di ribalta.

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