mercoledì 17 marzo 2021

Siria.

Siria.

Mi ripresento incessante

nello sterminio del finito

mentre batte all’impazzata

il cuore mio imperfetto.

Gioco,

e spazio nell’indefinito volgermi

dentro un veloce

vorticare.

Gettandomi nell’abisso

risucchio il vuoto

e mordendo un sogno

mi abbevero

del mio piccolo mondo.

Ho costellati i miei capelli

di petali leggiadri

che sfoglio in un dialogo

verso il mio amato mare.

Sono colei che non si ferma

E nel mutamento

divengo altro

e in altra carne

mi tramuto.

La mia pelle brama

e del silenzio la pena

che si alza in volo.

Così dell’universo cinguettio

un baleno

come lo storno in terra si

sfama moribondo

del suo chicco di grano.

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